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M. Nardini, A. Bellomo- Vol. 5, Settembre 1999, num.3

Testo Immagini Bibliografia Summary Riassunto Indice

Lesioni del lobo frontale e disturbi psichiatrici. Revisione psicopatologico-clinica ed attuali inquadramenti diagnostici.
Una revisione critica della sindrome prefrontale alla luce delle attuali nosografie diagnostiche psichiatriche
Frontal lobe injuries and psychiatric disorders. Psychopathological-clinical review and current diagnostic nomenclature of mental disorders

Tab. I.
Possibili correlazioni tra sede della lesione frontale e relativi deficit cognitivi e/o comportamentali.
Possible correlations between frontal lesion site and related cognitive and/or behavioural deficits.

Sede lesione Deficit manifestati
Posteriore Difficoltà nell’organizzazione del movimento
Anteriore Disordine nella programmazione motoria,
dissociazione nel linguaggio e nel comportamento
Dorsale Deficit nel movimento e deficit intellettivi
Dorso-laterale Deficit comportamentali, inflessibilità, frequenti
disturbi cognitivi e intellettivi
Orbitale Deficit visivi, olfattivi, ma non intellettivi,
comportamenti aggressivi, disinibizione,
alterazioni della personalità, disordini affettivi,
esplosioni emotive
Basale-mediale Disturbi dello stato di attivazione e nelle risposte
emotive, confabulazioni, impulsività
Convessità Mancanza di iniziativa, indifferenza, disinibizione,
incapacità nel prendere decisioni

 

Tab. II.
Possibili cause eziologiche delle lesioni frontali.
Possible etiological causes of frontal lesions.

  • Infarti del territorio superficiale dell’arteria cerebrale anteriore
  • Infarti del territorio dell’arteria cerebrale anteriore e del territorio dell’arteria di Heubner
  •  Infarto simultaneo delle due arterie cerebrali anteriori
  •  Emorragie, ematomi subdurali del territorio frontale
  •  Gliomi frontali
  •  Meningiomi frontali
  •  Gravi traumatismi cranici
  •  Forme degenerative (demenze di Alzheimer e Pick)
  • Patologie della sostanza bianca anteriore

 (modificate da Pauletto e Toso 60)

 

Tab. III.
Criteri diagnostici del Disturbo Organico di Personalità secondo il DSM-III-R 86.
Diagnostic criteria for Organic Disorder Personality according to the DSM-III-R 86.

 

A. Un disturbo persistente della personalità, che si manifesta lungo tutto l’arco della vita, o che rappresenta una modificazione o un’accentuazione di un precedente tratto caratteriologico e che implica almeno uno dei seguenti elementi:
1) instabilità affettiva, sbalzi d’umore, irritabilità, ansietà;
2) ricorrenti scoppi di aggressività e collera sproporzionati
3) compromissione del giudizio sociale, p.e. atti sessuali sconvenienti
4) apatia e indifferenza marcata
5) sospettosità o ideazione paranoide.

B Dimostrazione di un fattore (o fattori) organico specifico eziologicamente correlato al disturbo, fondata sull’anamnesi, sull’esame clinico o sugli esami di laboratorio.

C La diagnosi non è posta nel caso di un bambino o di un adolescente se il quadro clinico è limitato agli aspetti che caratterizzano il Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività.

D Non si verifica esclusivamente in corso di Delirium e non soddisfa i criteri diagnostici per la Demenza.

 

Tab. IV.
Criteri diagnostici per "Modificazione della Personalità Dovuta a …" [293.89] [Indicare la Condizione Medica Generale] secondo il DSM-IV 87.
Diagnostic criteria for "Personality Change Due to …" [293.89] [indicate the General Medical Condition] according to DSM-IV.

A Una alterazione persistente della personalità, che rappresenta una modificazione del precedente stile di personalità caratteristico del soggetto. (Nei bambini, il disturbo comporta una notevole deviazione dal normale sviluppo, o una modificazione significativa delle modalità di comportamento usuali del bambino che dura almeno per 1 anno).

B Vi è dimostrazione fondata sulla storia, sull’esame fisico, o sugli esami di laboratorio che l’alterazione è la conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale.

C L’alterazione non è meglio giustificata da una altro disturbo mentale (inclusi gli altri Disturbi Mentali Dovuti a una Condizione Medica Generale).

D L’alterazione non si verifica esclusivamente durante il corso di un delirium, e non soddisfa i criteri per una demenza.

E L’alterazione provoca disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre importanti aree.

Specificare il tipo:
Tipo Labile: se la caratteristica predominante è la labilità affettiva.
Tipo Disinibito: se la caratteristica predominante è uno scarso controllo degli impulsi, come dimostrato da disinibizione sessuale, ecc.
Tipo Aggressivo: se la caratteristica predominante è il comportamento aggressivo.
Tipo Apatico: se la caratteristica predominante è marcata apatia e indifferenza.
Tipo Paranoide: se la caratteristica predominante è sospettosità e ideazione paranoide.
Tipo Diverso: se la caratteristica predominante non è alcuna di quelle sopra indicate, per es., una modificazione della personalità associata a un disturbo epilettico.
Tipo Combinato: se più di una caratteristica predomina nel quadro clinico.
Non Specificato.

Nota: per la codificazione Registrare il nome della condizione medica generale sull’Asse I, per es., F07.0 Modificazione della Personalità Dovuta a Epilessia del Lobo Temporale [310.1]; codificare la condizione medica generale anche sull’Asse III.

Tab. V.
Disturbo Organico di Personalità (cod. F 07.0) secondo l’ICD-10 88.
Organic Personality Disorder (code F 07.0) according to the ICD-10 88.

Questo disturbo è caratterizzato da una significativa alterazione delle modalità abituali del comportamento premorboso. L’alterazione abitualmente interessa più profondamente le espressioni delle emozioni, dei bisogni e degli impulsi. La sfera cognitiva può essere alterata principalmente o esclusivamente nelle aree della programmazione delle proprie azioni e dell’anticipazione delle loro probabili conseguenze personali e sociali, come nella cosiddetta sindrome del lobo frontale. Tuttavia è adesso noto che questa sindrome si manifesta non solo in relazione a lesioni del lobo frontale, ma anche in associazione con lesioni di altre aree cerebrali.

Direttive diagnostiche
In aggiunta ad una storia ben accertata o ad altra evidenza di malattia, danno o disfunzione cerebrale, una diagnosi di certezza è basata sulla presenza di due o più delle seguenti caratteristiche:

  • riduzione persistente della capacità di perseverare in attività finalizzate, specialmente quelle che richiedono lunghi periodi di tempo ed una gratificazione differita;
  • alterazioni della sfera emozionale, caratterizzate da labilità emotiva, allegria sciocca e immotivata e facile passaggio all’irritabilità o a brevi scoppi di rabbia e di aggressività; in qualche caso l’apatia può essere un aspetto più accentuato;
  • tendenza ad esprimere i bisogni e gli impulsi senza considerazione delle conseguenze o delle convenzioni sociali (il soggetto può lasciarsi andare ad atti antisociali come il furto, le proposte sessuali inappropriate, la voracità esagerata, o mostrare disinteresse per l’igiene personale);
  • disturbi della sfera cognitiva, in forma di sospettosità o ideazione paranoide, e/o eccessiva preoccupazione per un tema singolo, abitualmente astratto (per esempio la religione, il bene ed il male);
  • marcata alterazione della velocità del flusso verbale, con aspetti quali circostanzialità, l’iperinclusione, la viscosità e l’ipergrafia;
  • alterazione del comportamento sessuale (iposessualità o cambiamento della preferenza sessuale).

Include: Sindrome del lobo frontale; sindrome da lobotomia; sindrome post-leucotomica; personalità pseudorallentata organica; personalità psudopsicopatica organica; disturbo della personalità da epilessia limbica.
Esclude: sindrome post-commotiva; sindrome post-encefalitica; disturbi di personalità; modificazione stabile della personalità.