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M. MARINELLI, P. STRATTA, G. LANDO, A. DI GENOVA, A. ROSSI - Vol. 9, September 2003, Issue 3

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Articolo originale/Original article

Temperamento e carattere in persone con Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Temperament and character in people with Obsessive-Compulsive Disorder

M. MARINELLI*, P. STRATTA**, G. LANDO*, A. DI GENOVA* ***, A. ROSSI* ***

* Casa di Cura "Villa Serena", Città S. Angelo, Pescara;
** Dipartimento di Salute Mentale ASL L’Aquila;
*** Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università de L’Aquila


Key words: Temperament • Character • Temperament and Character Inventory (TCI) • Obsessive-Compulsive Disorder

Correspondence: Prof. Alessandro Rossi, Straordinario di Psichiatria, Università de L’Aquila, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Località Coppito II, 67100 L’Aquila, Italy - Tel./Fax +39 862 433602 - E-mail: rossi.aq@tin.it

Introduzione

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo mentale caratterizzato da pensieri ricorrenti ed invasivi e da comportamenti ripetitivi con marcata disfunzione psicosociale (1). Recenti studi epidemiologici hanno rilevato che il DOC sia più frequente di quanto si credesse nel passato. Infatti la prevalenza del disturbo nella popolazione generale risulta essere del 2-3% (2)-(5) con un rapporto maschi/femmine di 1:1 (6).

Le ipotesi eziologiche del DOC si sono basate su teorie psicologiche, come la teoria psicoanalitica tradizionale che prevaleva in passato (7). Dal 1980, l’interesse e la ricerca su questo disturbo sono rapidamente aumentate sia per la dimostrazione dell’alta prevalenza del disturbo (8) (9) che per la disponibilità e applicazione di strumenti di ricerca avanzati come ad esempio la psicofarmacologia (10) (11) e gli strumenti di indagine strutturale e funzionale del cervello (12) (13).

Un’importante teoria patogenetica del DOC deriva dalla comprensione biogenetica del temperamento e del carattere che sta alla base dei differenti modelli di comportamento umano.

Durante gli ultimi 15 anni Cloninger et al. (14)-(18) hanno sviluppato un modello psicobiologico della struttura e dello sviluppo della personalità che considera sia le dimensioni temperamentali che caratteriali. Cloninger ha classificato il temperamento umano in quattro dimensioni: Novelty Seeking (NS), tendenza verso un’intensa attivazione ed eccitamento; Harm Avoidance (HA), tendenza verso l’evitamento di stimoli avversivi; Reward Dependance (RD), tendenza verso un’intensa risposta alle gratificazioni nei rapporti interpersonali; Persistence (P), tendenza alla perseveranza. Successivamente Cloniger et al. hanno aggiunto alla teoria del temperamento biogenetico quella del carattere acquisito. Questi aspetti del carattere sono costituiti da: Self-Directedness (SD), autodirezionalità; Cooperativeness (C), cooperazione; Self-Transcendence (ST), autotrascendenza.

Il presente studio ha lo scopo di indagare l’associazione tra le dimensioni di personalità e la sintomatologia ossessivo compulsiva in un gruppo di pazienti affetti da DOC e la loro differenza nei confronti di una popolazione di soggetti di controllo.

Metodo

Sono stati individuati 42 pazienti, di cui 22 maschi e 20 femmine, affetti da DOC secondo i criteri del DSM-IV (1), consecutivamente afferenti presso l’ambulatorio per i Disturbi d’Ansia dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica dell’Università de L’Aquila presso la Casa di Cura "Villa Serena". I pazienti erano in regime di ricovero Day Hospital.

Sono stati reclutati 83 soggetti di controllo (50 maschi e 33 femmine) tra studenti diplomati e iscritti al corso di laurea in Psicologia. Tutti i soggetti hanno aderito allo studio volontariamente.

Al fine di rilevare le caratteristiche caratteriali e personologiche è stato utilizzato il Temperament and Character Inventory (TCI) di Cloninger (15). Lo strumento veniva somministrato in fase di stabilizzazione clinica.

La versione completa del TCI è costituita da 240 item, autosomministrata, con risposte Vero/Falso. In questo studio è stata usata la versione ridotta costituita da 125 item. Il TCI fornisce una misura delle sette dimensioni di personalità (NS, HA, RD, P, SD, C, ST) e 25 tratti che definiscono temperamento e carattere (18).

L’analisi statistica è stata condotta con l’ausilio del software SPSS (19). È stato utilizzato il Pearson Product Moment per il calcolo dei coefficienti di correlazione tra le variabili. Per il confronto delle medie dei due gruppi è stato utilizzato il t-test di Student per campioni indipendenti. È stata inoltre utilizzata l’Analisi Multivariata della Covarianza (MANCOVA) con F test univariati (analisi post hoc) per il confronto delle scale del TCI.

Risultati

Nella Tabella I sono riportate le caratteristiche demografiche dei campioni studiati. Il campione clinico mostra una più elevata età ed una minore scolarità.

In Tabella II sono riportate le correlazioni tra le scale del TCI nel campione totale con numerose significative correlazioni tra le scale del questionario. Nelle Tabelle III e IV sono invece mostrate le matrici di correlazione relative i due campioni studiati. I due pattern di correlazione sono alquanto differenti: il gruppo di controllo (Tab. IV) mostra 11 correlazioni che raggiungono una significatività statistica compresa tra 0.0005 e 0.05 (NS vs RD; NS vs HA; HA vs ST; HA vs SD; HA vs RD; RD vs ST; RD vs C; RD vs SD; P vs ST; SD vs ST; SD vs C) mentre nel gruppo affetto da DOC (Tab. III) si rilevano 4 correlazioni (NS vs ST; HA vs SD; RD vs C; P vs ST). Questo risultato potrebbe indicare un pattern più armonico e adattivo nei controlli.

In Tabella V sono riportate le medie delle scale del TCI, il risultato della MANCOVA e degli F test univariati. Al fine di poter confrontare i risultati, questi ultimi sono espressi in forma percentuale del punteggio massimo di ogni scala. I punteggi del TCI sembrano comparabili ai valori del lavoro originale di Cloninger (18) sulla differente versione (240 item) rispetto alla versione usata in questo lavoro (125 item). Solo la scala "autotrascendenza" mostra punteggi marcatamente differenti.

Il campione clinico si caratterizza per un più elevato "evitamento del pericolo" (HA) e "autotrascendenza" (ST), una ridotta "dipendenza dalla ricompensa" (RD), "autodirezionalità" (SD) e "cooperazione" (C).

Discussione

Ricerche precedenti hanno evidenziato punteggi significativamente maggiori in soggetti con DOC nella dimensione Harm Avoidance rispetto ai controlli (20). Questo risultato è stato confermato anche da Richter et al. (21) attraverso l’uso dello stesso strumento. In linea con questi studi sul temperamento biogenetico in soggetti con DOC, Bejerot et al. (22) hanno esteso la ricerca includendo gli elementi caratterizzanti il carattere acquisito, oltre al temperamento; questi hanno trovato che i pazienti affetti da DOC hanno punteggi significativamente maggiori nella dimensione Harm Avoidance e punteggi più bassi nelle dimensioni Self-Directedness e Cooperativeness rispetto ai controlli. Ricerche successive hanno confermato che i soggetti con DOC mostrano punteggi significativamente più alti rispetto ai soggetti di controllo nella dimensione Harm Avoidance e punteggi più bassi nelle dimensioni Novelty Seeking e Self-directedness (23) (24). Questi risultati, tranne che per la dimensione Novelty Seeking, vengono confermati dal presente studio.

Nel nostro campione sono stati individuati complessivamente tratti di elevata "autotrascendenza" (ST) e ridotta "autodirezionalità" (SD) e "cooperazione" (C) che indicano caratteristiche personologiche schizotipiche (25). La presenza di caratteristiche schizotipiche nel DOC è un dato più volte emerso in letteratura (26) (27). Inoltre, tali osservazioni sono in accordo con Sobin et al. (28) che riportano una presenza di tratti schizotipici nella popolazione con DOC quattro volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

È interessante notare come i risultati derivanti dall’impiego del TCI in una popolazione affetta da disturbo depressivo maggiore (29) (30), mostrino dati simili a quelli del presente studio per quanto riguarda HA, SD e C mentre il dato relativo alla ST sembra essere specifico del gruppo affetto da DOC. Kusunoki et al. (24) hanno individuato nella bassa NS la specificità del DOC, dato che non è stato confermato dal nostro studio.

Il risultato più originale dello studio è costituito dal pattern di differenze tra i due gruppi che oltre a confermare il dato per i quali i pazienti con DOC mostrano più elevata HA e ridotta SD, aggiunge il dato di una maggiore ST. Resta da chiarire il significato patofisiologico di questo pattern in relazione alla genesi del DOC.

I principali limiti dello studio sono rappresentati dal fatto che nella popolazione clinica non sono stati valutati disturbi in comorbidità in asse I o disturbi di personalità in asse II che potrebbero aver influenzato i risultati. Inoltre la diagnosi DOC è stata posta da uno psichiatra esperto ma non sono state utilizzate interviste strutturate. Infine i dati non sono corretti per gravità del disturbo (per es. valutata con la Y-Bocs (31)) che potrebbe spiegare alcune variazioni al TCI come riportato da Lyoo et al. (23)

Ulteriori studi dovranno valutare differenze in misurazioni di temperamento e carattere in popolazioni con DOC e gruppi di controllo. Andrà inoltre valutata la relazione tra queste differenze e altre variabili cliniche quali prognosi e risposta al trattamento.